Passato, presente e... futuro
2 luglio 2022
…finalmente!
Oggi, con la pubblicazione del sito, si chiude un lungo e faticoso cammino e si dà il via ad una nuova avventura, una scommessa che mi auguro risulti nel tempo vincente. La mia piccola Anna lo scoprirà e, in fondo, anche se non lo sapevamo, è per lei che tutto questo è stato fatto.
Diversi anni fa, semplicemente perché compagno della nipote, fui invitato dalla Famiglia Nicolini, in piena estate, alla Calandra a trovare la Nonna Nella che, come ogni anno, trascorreva la sua villeggiatura in Alta Langa, nelle sue terre d’origine. Anche da vedova aveva voluto continuare ad andarci, per diversi anni, a rendere omaggio a quel sogno che aveva lungamente condiviso con suo marito Vincenzo, fin dai lontani Sessanta.
La storia della casa (allora chiamata in paese villa Baricalla) e del sogno dei coniugi Nicolini, sono ben trattati nello scritto del dott. Angelo Nicolini, figlio e attuale proprietario, che qui ha raccontato come tutto ebbe inizio in cima a quella collina, regalandoci anche un piccolo spaccato e alcune vivide immagini di come la quotidianità in quelle terre fosse ben diversa ancora da quella più affascinante delle città.
Ma si sa, la provincia arriva sempre in ritardo, figuriamoci quando ne siamo ai margini. Queste sono le terre che conservano traccia della fenogliana malora, di un tempo che solo attraverso il sudore della fronte e con la schiena rotta ti conquistavi il giorno seguente. Qualcuno, forse con più mezzi, provava ad andare via a cercare il proprio riscatto, un’alternativa alla sopravvivenza degli anni del dopoguerra.
Ma prima o poi si torna sempre, ognuno con i propri obiettivi, con la propria esperienza. Si è un pezzo di quella terra, il suo carattere è il tuo… non puoi farne a meno: è grazie anche a quello che riesci a cavartela nel mondo.
Si ritorna sempre, anche solo per qualche settimana di villeggiatura, si torna perché la bellezza di quei luoghi ti chiama. Le colline, la quiete, l’incedere lento del tempo (o forse quello più reale), la natura tutt’intorno (in parte ancora “selvaggia” ) che ti avvolge, affascina e al tempo stesso spaventa anche un po’.
Il suono delle campane a tratteggiare le ore del giorno e della notte, il gallo che canta, il cane che abbaia, le vacche ed i loro campanacci, le pecore e le capre in lontananza. Il vento che corre tra i rami degli alberi facendoli cantare, la nebbia che sale dopo il temporale, i cieli stellati e gli animali notturni, le case sparse, la gente riservata ma disponibile, le strade che si perdono, la cucina schietta ed abbondante, il vino rosso che macchia le labbra e qualche volta il suono di una festa in lontananza.
Sono tutti ad aspettare, ad aspettarti, a dare vita a questo teatro d’Alta Langa che da sempre, ogni giorno, si ripropone a chi lo sa riconoscere e apprezzare.
Così anche chi non è di quelle zone ne rimane colpito. Così capitò al dott. Vincenzo che decise di costruire la sua casa in cima alla collina; così capitò a me che da quella collina vidi forse la stessa bellezza, sicuramente il valore di quel progetto e mi sentii chiamato in qualche modo a darne seguito, a raccoglierne involontariamente il testimone.
Ricordo il vento caldo di quella giornata di agosto che mi accarezzava, mi attraversava, mentre dalla cima della collina guardavo lontano la dolcezza dell’orizzonte, in un tempo sospeso che poteva essere quello di ieri come quello di cent’anni fa, quello di sempre.
E poi il bosco… dove un tempo non c’era nulla, con quegli alberi cresciuti quasi in competizione, a proteggere la casa, la sua intimità. Oggi ad alcuni abbiamo dato dei nomi, custodi dello spazio e delle nostre emozioni nella speranza che neve e caldo non li pieghino.
Sistemare La Calandra è stata un’opera di conquista oltre che un viaggio all’interno della vita della Famiglia Nicolini/Baricalla. Spostare, selezionare, demolire, ristrutturare, disboscare, sistemare, ripensare e rinnovare gli spazi dentro e fuori senza snaturare, rispettando quello che era e ciò che sarebbe dovuta diventare è stata una lunga, faticosa ma elettrizzante esperienza.
La Calandra un tempo era casa di villeggiatura, lo è rimasta, ma si è aperta al mondo, oggi è una casa vacanze, rifugio per rilassarsi e spazio per piccole iniziative.
Ringrazio la famiglia Nicolini, Angelo e Nancy, per la prova di fiducia che hanno concesso a me, al progetto e alla Calandra, supportando ogni azione.
Ringrazio i miei genitori per le energie e le lunghe giornate passate insieme a metter ordine.
Ringrazio Gabo, Flo e tutti coloro che mi hanno dato anche solo un attimo di disponibilità.
Ringrazio Ale e Francesca per la preziosa collaborazione.
Ringrazio la cugina Alda per i suoi severi consigli e per dirmi che sbaglio sempre.
Ringrazio le maestranze che hanno lavorato alla ristrutturazione, tutte, anche quelle con cui sono andato meno d’accordo, ma soprattutto quelle che hanno messo passione nel loro lavoro per darmi un aiuto in più.
Ringrazio Glenda per aver capito l’importanza della cosa ed il sostegno, costante, costante, costante… e infine Annina che mi perdonerà il fatto che si dovrà occupare della casa in futuro.
Le porte sono aperte, caro olandese ti aspetto.*
*caro olandese perché in origine si scherzava sull’idea di trasformare la Calandra in casa vacanze per turisti stranieri ed in particolare olandesi, visto l’interesse da parte loro per queste terre negli ultimi anni.
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